Una ricerca svolta dal dr David Kesserl, professore del Department of Community Based Medicine dell’Università di Bristol (Regno Unito), ha evidenziato come la terapia cognitivo comportamentale on-line effettuata con un terapeuta esperto risulti più efficace delle semplici cure primarie abituali (assistenza del medico di medicina generale con prescrizione di antidepressivi) nel trattamento dei pazienti con depressione.

Dopo aver completato un questionario di base, 149 pazienti furono assegnati in modo randomizzato al gruppo di intervento (terapia cognitivo-comportamentale online in aggiunta alle cure abituali del medico di medicina generale) e 148 al gruppo di controllo (cure abituali, in lista di attesa per terapia cognitivo-comportamentale online). Oltre alla diagnosi di depressione, tutti i partecipanti tranne 4 avevano anche un’altra diagnosi psichiatrica, come ansia generalizzata, fobia o disturbo da panico.
L’età media era di 34,9 anni e la maggior parte dei partecipanti soffriva di depressione grave.
L’intervento consisteva in 10 sessioni da 55 minuti durante le quali i partecipanti e i terapeuti comunicavano scrivendosi online (quindi solo testo scritto, senza la possibilità di usare skype o una videochat).

Alla fine dello studio i soggetti nel gruppo di intervento avevano una maggiore probabilità di essere guariti rispetto al gruppo di controllo (38% contro il 24%) e questi guadagni furono mantenuti nell’incontro di controllo dopo 8 mesi (in cui i tassi erano del 42% per il gruppo di intervento contro il 26% del gruppo di controllo).
L’effetto degli interventi fu maggiore nei partecipanti con sintomi depressivi più gravi a livello basale. Secondo il dr Kessler, “ciò è importante perché ci sono alcune persone che dicono che la psicoterapia va bene in caso di depressione lieve, ma non può essere altrettanto efficace per la depressione grave.”

Un intervento online può quindi avere dei vantaggi, come il rendere disponibile la terapia per i pazienti che non possono accedere facilmente a un terapeuta (per difficoltà economiche, ambientali, fisiche o psicologiche), ed offre una grande flessibilità sia per il terapeuta sia per il paziente per quanto riguarda la pianificazione di tempi. Queste nuove tecnologie di comunicazione potrebbero provocare un’innovazione molto necessaria in psicoterapia.

In un editoriale di accompagnamento, il dr. Gregory E Simon, ricercatore senior e psichiatra di gruppo, ed Evette J. Ludman, PhD, senior research associate, del Group Health Research Institute di Seattle, Washington, hanno sottolineato che “i terapeuti tradizionali potrebbe essere inorriditi dalla prospettiva di un call center cognitivo comportamentale o un centro di live-chat, disponibile quando i pazienti lo vogliono. Ma le evidenze importanti riguardano il beneficio clinico e il valore economico per i pazienti, piuttosto che l’attrattiva o il valore per i provider.

Riferimenti bibliografici

www.medcenter.com

www.psicoterapiadinamica.it


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