L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2012 ha stimato che la depressione sarà la seconda causa di morte e disabilità nel 2020, e la prima nel 2030.
L’economista inglese Lord Richard Layard nel 2006 dimostrò, conti alla mano, che trattare la depressione dei cittadini con psicoterapia cognitivo comportamentale convenzionata sarebbe stato salutare non solo per le singole persone ma anche per le finanze del paese dato che, mediamente, una persona con depressione ha il 50% di disabilità in più rispetto a persone con patologie croniche fisiche.
I disturbi psicopatologici infatti impattano sino al 40% in più in presenza di altre malattie mediche, facendo lievitare la spesa sanitaria per ogni paziente. Depressione ed ansia costituiscono circa la metà dei motivi di assenze dal lavoro nella popolazione sotto i 65 anni.
Tra il 70 e il 90% hanno disturbi depressivi ma si rivolgono al medico SOLO per sintomi fisici. Si stima che meno del 5% della popolazione con ansia e depressione riceve un trattamento psicoterapeutico adeguato (a fronte di un ampio uso di antidepressivi ed a fronte del dichiarato gradimento degli utenti verso la psicoterapia).

I calcoli di Lord Layard sono sorprendenti: il costo di una psicoterapia per singolo cittadino è stimato sui 1000€, mentre allo stato – tra costi diretti e indiretti – si arriva ad uno costo di oltre 5800€. Questo il motivo per cui i promotori del progetto affermano che il trattamento di psicoterapia non costa nulla perché si paga da solo.

Proprio tendo conto di questi calcoli è stato messo in pratica un programma pilota denominato  Improve Access to Psychological Therapies (IAPT) che ha ottenuto sin dalle prime verifiche dei risultati estremamente positivi.

I risultati dello studio mostrano che, tra coloro che avevano completato il trattamento,il 76 per cento delle persone che soffriva di depressione e il 74 per cento delle persone che soffriva d’ansia avevano ottenuto una guarigione o una remissione sintomatologica.
Prendendo in esame anche le persone che avevano abbandonato il trattamento prima del tempo le percentuali si attestavano sul 61 per cento per la depressione e 62 per cento per l’ansia. Inoltre 45.000 cittadini sono rientrati a lavoro dal periodo di malattia, di cui il 7% già dopo la prima seduta.

Sulla base di questi ottimi riscontri è stato preventivato l’impiego e la formazione di ulteriori 2000 psicoterapeuti ad indirizzo cognitivo comportamentale nei prossimi 3 anni, e l’inizio di un programma IAPT per bambini.

Il programma IAPT inglese sembra essere un ottimo servizio che bada all’efficienza e ai risultati per fornire un servizio di qualità riducendo i costi. Da sottolineare che in Inghilterra ha avuto grande sviluppo l’approccio cognitivo comportamentale sia nel servizio pubblico che nel privato, dato che in qualità di approccio sperimentale si è adattato con facilità alle richieste di un paese che da grande importanza al risparmio dei soldi pubblici e all’efficacia ed efficienza dei servizi.

 

Riferimenti bibliografici

Sito del programma IAPT 

Sito del National Institute of Clinical Excellence (organizzazione inglese che fornisce le linee guida nazionali per promuovere la salute e prevenire le malattie)

www.psicologialavoro.it

 


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