litigi
Perché nascono i conflitti in famiglia, al lavoro, tra gli amici? Spesso nascono perché non riusciamo a comprendere veramente le intenzioni dell’altro e a comunicare in modo efficace le nostre.
Una delle tecniche più utilizzate per affrontare e superare i conflitti è la comunicazione ecologica, ideata da Jerome Liss. L’ecologia nelle relazioni vuol dire avvicinare sé all’altro e considerare il negativo un’opportunità sulla strada verso il positivo.
I principi di base sono l’Ascolto Profondo e la Critica Costruttiva.

Saper ascoltare attraverso l’Ascolto Profondo ci permette di entrare in sintonia con l’altro e di sentire di poter essere di aiuto, aumentando la nostra consapevolezza del rapporto sano e costruttivo che stiamo instaurando.
Saper ascoltare è una prerogativa importante non solo per terapeuti, ma anche per insegnanti, colleghi, amici, genitori.
Specialmente all’interno della famiglia è importante imparare ad ascoltare l’altro. Ascoltare significa far sentire l’altro compreso, capito, e crea un clima di condivisione e rispetto.

Come si fa ad ascoltare? Le regole sono 5:
1) Ascoltare in silenzio, senza interrompere (Interrompere significa non essere interessati all’ascolto ma piuttosto a dire ciò che ci interessa)
2) Prestare attenzione, sia fisica che psicologica (Ascoltare mentre guardiamo la tv o mentre stiamo facendo altro non funziona…)
3) Riconoscere l’altro ed evitare le disconferme (“Queste sono tutte sciocchezze…”)
4) Usare le frasi –invito che offrono la possibilità di parlare (“dimmi, cosa succede?” “ti va di parlarne?” “Parla… ti ascolto”)
5) Mandare dei feedback di accettazione, riformulare il messaggio dell’altro, immedesimarsi per coglierne il senso senza giudicare (“Immagino come puoi stare”)

Saper ascoltare significa anche saper fare quella che si chiama “sosta ed esplorazione”. Cosa significa?
Significa che quando ascoltiamo ci dobbiamo permettere di aspettare, fermarci a riflettere su ciò che ci hanno detto ed esplorare quel pensiero, facendo domande e permettendo all’altro di esporre i suoi pensieri e le sue emozioni. Bisogna fare questo senza fretta, dando a quel momento tutto il tempo necessario affinché la persona senta di essere ascoltata e compresa.

Un esempio: uno scambio tra un figlio e una madre.
F: Non succede mai niente di buono intorno a me! E’ uno schifo…
M: Uno schifo, dici. In cosa in particolare, se ti va di parlarne…
F: I miei amici non fanno che ubriacarsi, fanno questo e basta. Bevono birra tutto il tempo.
M: Dici, bere birra. E questo come ti fa sentire?

L’esplorazione e la sosta sono momenti intensi, in cui spesso vorremmo reagire subito ed esternare la nostra posizione, ma questo verrebbe vissuto dall’altro come un momento di chiusura…( “Tu non vuoi ascoltarmi, sapere di me, tu vuoi solo dirmi quello che devo e non devo fare!”)

Per favorire la comunicazione oltre all’ascolto è importante apprendere le tecniche per una Critica Costruttiva, cioè quella che ci permette di dire all’altro “ciò che non va” rispettandolo senza distruggerlo e contemporaneamente superando gli ostacoli che ci impedivano di comunicare.

La Critica Costruttiva è composta da 5 passi:
1) Chiedere il permesso;
2) Mirare la critica;
3) Aggiungere come ci si sente;
4) Andare verso passi di soluzione;
5) Accordarsi.

Un esempio: due amici che vanno al cinema insieme, uno di loro, senza avvisare, arriva in ritardo. L’amico “A” è stato ad aspettare e quando “B” arriva, prova in questa maniera a far valere le sue giuste ragioni.
A: Una critica te la devo…il tuo ritardo…mi fa sentire come l’ultima ruota del carro, la prossima volta mi devi avvisare subito, va bene?!, così possiamo pensare di uscire ancora insieme!

BIBLIOGRAFIA
De Sario P. (2002), Non solo parole
De Sario P. (2008), La riunione che serve
Liss J. (1992), La comunicazione ecologica


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