Nella mia esperienza nel trattamento dei disturbi alimentari ho potuto rilevare quanto sia importante il coinvolgimento dei familiari all’interno della terapia. Il loro ruolo è fondamentale poiché la persona che ne soffre, spesso adolescente o giovane adulta, e il suo disagio richiedono un riassestamento di tutta la famiglia per superare il problema.
La famiglia se coinvolta in modo costruttivo è una grande risorsa, mentre se lasciata ai margini può contribuire al mantenimento del disturbo in quanto molto spesso ciò che si fa per tentare di ridurre i sintomi produce l’effetto contrario.
Spesso si pensa all’anoressia o alla bulimia ritenendo che sia una scelta, che basti ragionare con quella persona per far capire che si sta mettendo in atto un comportamento alimentare sbagliato, ma in questo modo non ci si rende conto che i disturbi alimentari creano un blocco nello sviluppo non solo fisico, ma anche emotivo e cognitivo, che è la malattia che parla e non la persona che ne soffre.
Proprio al fine di integrare la famiglia nella terapia dei disturbi alimentari, ed in particolare per quanto riguarda l’anoressia, è stato ideato il Family Based Treatment*, utilizzato specialmente in fasi cruciali della malattia per evitare un aggravarsi dei sintomi che condurrebbero inevitabilmente ad un ricovero.

*Secondo le principali Linee Guida Internazionali (APA, 2005; NICE, 2004; RANZCP, 2014) e le raccomandazioni pubblicate dal Ministero della Salute (Quaderni del Ministero della Salute 17/22, 2013; Rapporto ISTISAN 13/6, 2012) il Trattamento FBT Fondato sulla Famiglia costituisce l’intervento psicoterapeutico di prima scelta nella cura dell’Anoressia Nervosa in adolescenza. Sviluppato negli anni ’90 all’interno del Maudsley Hospital di Londra, il FBT costituisce un modello d’intervento che integra diversi aspetti dell’approccio cognitivo-comportamentale con quelli dell’intervento sistemico-relazionale e del “clinical management”. L’integrazione di questi diversi approcci terapeutici trova negli studi della “Developmental Psychopathology” la sua cornice teorica unitaria. Coerentemente con tale impostazione, l’approccio FBT individua nel sostegno alle funzioni genitoriali una priorità clinica imprescindibile per rimettere “in carreggiata” lo sviluppo adolescenziale rimasto incagliato nel disturbo del comportamento alimentare.