infanzia
L’infanzia e l’adolescenza sono fasi normali della vita in cui ci si trova ad affrontare situazioni nuove e a volte complicate, alle quali non è sempre facile reagire serenamente. Alcune situazioni possono creare un senso di disagio che se viene trascurato, può portare a veri e propri disturbi.
I bambini e gli adolescenti hanno difficoltà ad esternare il loro malessere e non riescono ad esprimere i loro bisogni, proprio per questo a volte sia i genitori che gli insegnanti non sanno come affrontare questi problemi poichè ogni tentativo di risoluzione risulta vano. Rivolgersi ad un professionista dell’età evolutiva sin dall’inizio permette di capire subito le dinamiche che hanno generato il problema ed aiutare il bambino/ragazzo a superare quella situazione in cui è bloccato e fargli riprendere subito il processo di sviluppo.

Alcuni segnali di disagio psicologico possono essere:
• aumento o diminuzione del sonno e/o dell’appetito;
• tristezza, pianto, abbassamento dell’umore;
• paure e ansie non giustificate;
• peggioramento del rendimento scolastico;
• calo dell’attenzione e aumento della svogliatezza;
• frequenti disattenzioni a scuola e distraibilità;
• comportamenti regressivi, tipici delle fasi precedenti dello sviluppo;
• aggressività, tendenza ad arrabbiarsi e litigare, ed a seguire lunghi periodi di silenzio;
• comportamenti a rischio.

Ciascun bambino reagisce al disagio in modo individuale: un comportamento oppositivo e/o provocatorio può scaturire da un disagio importante, o in altri casi, da una semplice richiesta di attenzione. Questo dipende da fattori individuali del bambino/ragazzo ma anche dalla fase di sviluppo cui appartiene.

Ogni fase è caratterizzata da diverse problematiche, le più frequenti sono: problemi di ansia da separazione, balbuzie, enuresi notturna, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, disturbi dell’apprendimento, disturbi comportamentali , disturbi da deficit dell’attenzione ed Iperattività, fobie, disturbi della condotta, disturbi di ansia, difficoltà nel rispettare le regole, difficoltà di relazione e di inserimento nel gruppo dei pari, uso e/o abuso di alcool e sostanze psicotrope, ecc.


Quale tipo di intervento?

L’intervento sicuramente deve essere esteso al contesto in cui il bambino /ragazzo vive. Per questo a seconda delle esigenze è possibile lavorare con tutta la famiglia, con un genitore, con la scuola e le insegnanti. In alcuni casi anche solo l’intervento sui genitori può essere utile per risolvere il disagio del figlio (vedi Parent Training).
In altri casi l’intervento coi genitori deve essere affiancato all’intervento con il bambino.


A chi ci si può rivolgere?

Oltre al pediatra, è importante un lavoro di equipe con vari professionisti a seconda del tipo di disturbo.
Il Neuropsichiatra infantile, specialmente quello della propria asl, è il professionista di riferimento per quanto riguarda la diagnosi e il trattamento dell’Autismo, del Ritardo Mentale, dei Disturbi dell’Apprendimento ecc.
È poi importante rivolgersi ad uno Psicologo Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale che si occuperà del trattamento i disturbi del comportamento, i disturbi d’ansia e dell’umore, il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, il disturbo oppositivo–provocatorio, il disturbo post traumatico da stress ecc.
Il Neuropsicomotricista tratterà gli interventi di prevenzione, terapia e riabilitazione quando necessarie.
Il Nutrizionista o il Dietista in collaborazione con lo Psicologo potranno intervenire nei casi di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.


Letture Consigliate

- “100 risposte sull’educazione dei figli”, Luciano Pasqualotto, Erickson
- “I no che aiutano a crescere”, Asha Phillips, Ed. Feltrinelli.
- “Cento domande sull’adolescenza”, Philippe Jeammet, Pendragon.